Perche’ il nucleare non e’ la soluzione
Di Giuseppe Vatinno 13-09-2009
Fonte: http://italiadeivalori.antoniodipietro.com
Il governo Berlusconi, coerentemente (bisogna dirlo), con il suo programma elettorale si presenta con una riedizione del nucleare in Italia.
Inizialmente, si pensava alla ennesima boutade governativa, con un Presidente del Consiglio tradizionalmente iperattivo ed ipercinetico che vuole pontificare su tutto, perfino sulla fisica atomica. Poi ci si è resi conto che le cose stanno procedendo: il Ministro dello Sviluppo economico Scajola ha firmato un decreto che fa partire la macchina; ora, il prossimo step, è quello di pubblicare la lista dei siti e qui, penso, ne vedremo delle belle poiché nessuno vuole avere una centrale termonucleare nel proprio giardino. Nel frattempo, il giro vorticoso delle superconsulenze ha ripreso il suo corso; studi di fattibilità milionari, magari dati ai soliti “amici degli amici”, si susseguono a ritmo incessante.
Cosa succederà in futuro? Il nucleare berlusconiano veramente ripartirà in Italia o è una specie di “Ponte sullo Stretto” perenne di cui tutti parlano perché intanto non si farà mai? Questi gli interrogativi che attendono risposte.
Intanto vediamo perché, tecnico – politicamente, questo nucleare governativo non ci piace.
Il primo punto è che l’accordo tra l’Enel e l’omonima società francese di elettrcità, sembra fatto su misura per rifilare all’Italia (che del resto è storicamente abituata) un bidone tecnologico: infatti il nucleare francese è di terza generazione mentre ora già gira la versione 3.5 e fra qualche anno addirittura la 4.
Quindi all’Italia capiterà un nucleare in sostanziale “disuso” mondiale. Il nucleare di terza generazione poi presenta ancora problemi relativi alla sicurezza e quindi è un nucleare pericoloso.
Il secondo punto è che il nucleare, al contrario di quanto sbandierato dal Ministro Scajola e da Berlusconi costa e costa molto alla comunità, cioè a noi tutti.
Infatti, nel computo dei costi, si deve mettere anche la costruzione e lo smantellamento della centrale con il che il costo unitario di Kwh prodotto non è affatto così conveniente come si vuol fare pensare.
Il terzo punto è che la gestione in sicurezza delle scorie non è affatto risolto se è vero che nessuno sa più dove buttarle, a partire dagli usa del presidente Obama che le nasconde nel sito salino di Yucca Mountains.
Quarto punto le emissioni evitate di CO2, cioè di anidride carbonica, il gas serra responsabile principale dei Cambiamenti climatici, non sono conteggiabili per il Protocollo di Kyoto.
Il quinto punto è che le centrali nucleari sono degli obiettivi terroristici molto sensibili e che quindi richiedono una sorveglianza “h 24” militare molto costosa .
Il sesto punto, ma certo non meno importante degli altri, è che, guidato dagli Usa, il mondo sta dirigendosi con decisione verso le fonti rinnovabili e cioè solare, eolico, biomasse, piccolo idro, energia mareale.
Il settimo punto è che il nucleare civile fa, spesso, da traino al nucleare militare e non vorremo che Berlusconi, saputolo, volesse una bella bomba con il suo faccione.
L’ottavo punto, ma forse anche più importante, è che i cittadini italiani si sono espressi contro il nucleare con un referendum più di venti anni fa.
Insomma, appare chiaro che il nucleare è una scelta di vera retroguardia scientifica, politica, civile ed umana ed occorra una forte opera di mobilitazione dei cittadini per impedirla.
NOSTRO COMMENTO: Forse le fonti rinnovabili e, cioè, l’energia solare, eolica, le biomasse, il piccolo idro e l’energia mareale sono meno inquinanti e tutto sommato più gestibili. Sarebbe il caso che l’Italia ci ripensasse. Gli USA lo hanno già fatto. Questo, però, in Italia non avverrà mai!











Vorrei fare alcune osservazioni sui punti sopra citati. Innanzi tutto, come dichiarato recentemente dal ministro delle Sviluppo Economico Claudio Scajola, l’Italia non importerà dalla Francia le centrali nucleari, che saranno invece costruite da grandi industrie italiane.
http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE58B07X20090912
Inoltre, anche se il nucleare non può essere considerato una fonte di energia economica in assoluto, resta al momento una delle soluzioni meno costose a portata di mano, tanto è vero che sono numerosissimi i paesi che nei prossimi anni investiranno fondi nella costruzione di nuove centrali. Le fonti di energia rinnovabili sono senz’altro una via da percorrere, ma da sole non possono soddisfare il nostro fabbisogno energetico. E per quanto riguarda il referendum, una scelta fatta oltre 20 anni fa può essere rivista, come ha dichiarato anche il Presidente Ciampi, secondo cui “appare ormai evidente come l’abbandono del nucleare sia stato un errore, una scelta compiuta senza una preventiva concertazione a livello internazionale. Ora – ha concluso il Presidente Ciampi – dopo aver acquisito tutti i fondamentali elementi di sicurezza sulle nuove centrali, quella del ritorno al nucleare pare una decisione indispensabile”.
http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?del=20090909&fonte=TLB&codnews=715
Caro Mauro
Grazie per essere entrato nel mio sito ed avere lasciato un commento che, in parte, condivido. Intanto prendo atto del fatto che il Ministro Scialoia ha deciso di non acquistare dalla Francia materiale già obsoleto. Per quanto riguarda poi il nucleare Ti dirò che intorno a questa “vexata quaestio” si contendono il campo due grosse correnti di pensiero. A favore del “nucleare” è allineato il fisico Battaglia, il quale, ha addirittura, scritto un libro che consiglia caldamente di leggere prima di aprire bocca. Dall’altro parte, e, cioè, a favore delle “energie alternative” sta lo scienziato e fisico nucleare F. Rubbia, il quale, in molti dibattiti, anche con i politici, ha espresso grosse perplessità in tema di nucleare. Rubbia, punta il dito soprattutto sul grosso problema dei costi di gestione e delle scorie (Cfr. al riguardo questo sito: http://www.ecoage.it/energia-nucleare-costi.htm. Mi pare serio…) queste ultime, in verità, stanno creando grossi problemi agli USA, sia in termini di costi che di smaltimento. L’America, pertanto, si sta orientando verso fonti alternative di energia. Vi è da dire, però, che, a parte le questioni tecniche – che esulano dalla mia competenza – esistono grossi ostacoli di ordine pratico. Dove allocare i siti per accogliere le Centrali nucleari? Dovrebbero sistemare almeno un sito per ogni Regione. Ora, se solo per i termovalorizzatori di Napoli è successo un mezzo casino, ti lascio immaginare cosa succederà nelle regioni che dovrebbero accogliere le Centrali. E’ meglio non pensare! Le cd “fonti alternative” vengono invece accolte senza problemi da parte della popolazione, atteso che, le stesse non sono inquinanti e, tutto sommato, producono energia. Molti eminenti studiosi si dicono fiduciosi su tale sistema di reperimento energetico per il futuro. Tieni presente anche che, o bene o male, il popolo italiano si è già espresso col referendum sul nucleare. Capisco che son trascorsi venti anni ma un orientamento negativo verso tale fonte energetica è innegabile, nonostante Ciampi sia di avviso contrario. Ma Ciampi non è il popolo italiano. Non ti pare? A mio avviso la soluzioni migliore sarebbe quella da Te ventilata: un po’ di “nucleare” ed un po’ di “fonti alternative”. Così si salverebbero capre e cavoli. Ma, se vuoi sapere il mio parere, ti dirò che non faranno niente. Magari, partiranno col “nucleare” poi si fermeranno a mezza strada e chi ci andrà di mezzo sarà, come al solito il POPOLO ITALIANO. Un caro saluto da Fernando.-