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Sangue nelle urine – Tumore alla vescica

21 agosto 2011

SANGUE NELLE URINE

 Fonte: http://www.medicinaoltre.com/patologie/patologie_dettaglio.lasso?id=623

 come si manifesta
QUANDO E’ LA SPIA DI UN PROBLEMA
La presenza di una colorazione rossa nelle urine puó dipendere da vari disturbi localizzati in uno degli organi dell’apparato urinario.
C’é un danno ai reni
Il sangue nelle urine si puó verificare in seguito a traumi o a incidenti che interessano la regione lombare (cioé il fondoschiena), che possono avere danneggiato i reni.
Ci sono i calcoli
L’ematuria puó manifestarsi in presenza di calcoli alla vescica o ai reni, perché questi piccoli “sassolini”, muovendosi, possono provocare lesioni alle pareti degli organi coinvolti.
E’ in atto un’infezione
Il sangue nelle urine puó essere la conseguenza di una pielonefrite, cioé un’infezione seria che interessa il rene e il bacinetto, alterandone la funzionalitá.
L’infezione si verifica, per esempio, per la presenza di calcoli che ostruiscono gli ureteri, in caso di infezione delle vie urinarie, per un reflusso di urina dall’uretra nella vescica o quando é presente un tumore.
C’é un tumore
Il sangue nelle urine puó segnalare la presenza di un tumore a carico di uno degli organi dell’apparato urinario.
La prostata é ingrossata
L’ipertrofia prostatica benigna puó provocare, per compressione, un restringimento dell’uretra e, quindi, ematuria.
E’ in corso un’infiammazione
Puó essere a carico dell’uretere, della prostata (in questo caso a volte c’é sangue anche nello sperma) o della vescica.
QUANDO NON DEVE PREOCCUPARE
In alcuni casi, la presenza di sangue nelle urine é la conseguenza di situazioni che non indicano la presenza di malattie.
Dopo un rapporto sessuale
La presenza di ematuria si puó avere anche quando la donna esegue il prelievo di urina subito dopo un rapporto sessuale. Infatti, le piccole legioni che si possono avere durante il coito possono provocare piccole emorragie di sangue.
Dopo il pap-test
Il prelievo delle cellule dal collo dell’utero per scopi diagnostici, puó causare lacerazioni, con conseguente lieve ematuria, che potrebbe alterare il risultato dell’esame delle urine.
Durante le mestruazioni
La presenza di sangue nelle urine puó essere dovuta al fatto di sottoporsi all’esame durante il ciclo mestruale: il sangue passa nelle urine, falsando il risultato dell’esame.
Meglio raccogliere le urine lontano dal ciclo mestruale.
Quando si pratica molto sport
Nelle persone che svolgono sport intensi, si possono verificare piccole lesioni o cambiamenti in organi come il rene, che lascia passare sangue.
Se é solo colore
Alcuni principi attivi usati per curare certe infezioni (come la rifampicina, la nitrofurantoina, il chinino o la clorochina), oppure per guarire alcuni disturbi del sistema nervoso (come la levodopa) o per abbassare i valori della pressione del sangue (come la metildopa) possono dare una colorazione rossastra alle urine, ció non significa che ci sia del sangue.
A volte, la causa di un arrossamento delle urine é dovuta al consumo di cibi come le barbabietole. Appena se ne sospende il consumo, il colore delle urine torna normale.
Chi rischia di piú
Esistono gruppi di persone piú soggetti di altri al fenomeno dell’ematuria per malattie tumorali. Vediamo quali sono.
I forti fumatori
Le sostanze presenti nei prodotti di combustione delle sigarette, come le nitrosamine, passano nel sangue e si depositano nella vescica.
La continua deposizione di queste sostanze, puó favorire malattie al reni o alla vescica.
I lavoratori delle industrie chimiche
Chi lavora nelle industrie chimiche che producono tipi di vernici o di solventi contenenti anilina, in quanto fanno uso di materiali potenzialmonte pericolosi.

Esami
Per scoprire la causa dell’ematuria e individuare l’organo colpito del disturbo, é necessario sottoporsi ad alcuni esami. Vediamo i principali.
L’esame delle urine
Con questo test si puó rilevare la presenza di eventuali malattie e disfunzioni a carico del rene.
L’urinocoltura
E’ un esame utile per identificare un’eventuale presenza di infezioni alle vie urinarie.
Se l’esame segnala la presenza di germi nelle urine, sempre sulle stesse urine si esegue l’antibiogramma, che consente di scoprire a quali antibiotici i germi sono sensibili, in modo da impostare una cura mirata.
L’esame citologico
Si tratta di un esame molto utile per individuare i tumori a carico degli organi dell’apparato urinario, anche se a volte va integrato con altri accertamenti.
Dopo aver raccolto per tre giorni consecutivi le urine, il campione viene controllato al microscopio, per scoprire la presenza di cellule normali o alterate nelle urine.
La conta di Addis
Si tratta di un test che, con l’aiuto di un microscopio, conta il numero dei globuli rossi presenti nelle urine raccolte nelle ultime 24 ore.
E’ utile per conoscere la serietá del disturbo.
L’ecografia dell’addome
E’ un esame indolore che, sfruttando gli ultrasuoni, verifica se sono presenti alterazioni a livello dei reni, della vescica o dell’uretra, oppure se ci sono calcoli.
L’urografia
E’ un esame radiologico che si esegue iniettando in una vena del braccio una sostanza contenente iodio, un mezzo di contrasto che diventa visibile quando viene eliminato attraverso i reni.
La cistoscopia
Utilizza il microscopio, uno strumento a forma di tubo, con una fonte luminosa e alcune fibre ottiche, inrodotto nella vescica attraverso l’uretra. Consente di osservare l’interno della vescica, riscontrando la presenza di eventuali alterazioni.
L’EMATURIA E’ DI DUE TIPI
Esistono due tipi di ematuria. Vediamo le differenze.
1 Microscopica

Si parla di ematuria microscopica quando il sangue non é visibile a occhio nudo, e ci si accorge della sua presenza soltanto quando ci si sottopone all’esame delle urine per altri motivi.
Una minima parte di globuli rossi nelle urine si puó riscontrare anche nelle persone sane.
Infatti, fino a 5 globuli rossi per campione microscopico é un valore ritenuto normale; soltanto quando il valore supera i 5 globuli rossi per campione microscopico si é in presenza di una vera ematuria microscopica.
E’ sempre utile confermare il dato con ripetuti esami delle urine ed é importante valutare anche la concentrazione di pus, batteri e proteine.
2 Macroscopica

Si parla di ematuria macroscopica quando il sangue é ben visibile nelle urine a occhio nudo, e queste assumono una colorazione rossastra, a volte, anche un aspetto torbido.
La macroematuria non va mai sottovalutata e in sua presenza é bene rivolgersi subito al medico.

Terapia
Le cure variano in base alla malattia che ha provocato il disturbo.

Se dipende da un’infezione

La cura prevede la somministrazione di antibiotici, che vengono prescritti dal medico dopo che il malato ha effettuato un esame particolare sulle urine, l’antibiogramma, per vedere quali medicine sono efficaci per sconfiggere il germe causa dell’infezione.
In caso di traumi

Il riposo a letto puó permettere la risoluzione del problema, e bisogna bere almeno due litri di acqua al giorno, lontano dai pasti.
Invece, se il trauma é stato serio, occorre sottoporre il malato a un intervento chirurgico, che spesso viene eseguito d’urgenza.

Quando ci sono i calcoli

In base alla sede, alla natura e alle dimensioni dei calcoli, ci sono diverse possibilitá di cura. Se si tratta di calcoli non molto grandi, l’intervento viene svolto per via endoscopica, risalendo con una piecola sonda lungo l’uretere fino a raggiungere il calcolo, che verrá frantumato ed eliminato con l’urina.
Un’altra tecnica prevede il ricorso alle onde d’urto, cioé ultrasuoni che vengono inviati all’interno dell’organo malato, attraverso un sofisticatissimo apparecchio, allo scopo di frantumare i calcoli.
Attualmente, l’intervento di chirurgia classica é piuttosto raro.

Se la prostata é ingrossata

La cura medica é a base di farmaci che riducono la congestione e l’ostruzione della ghiandola, rendendo piú facile il passaggio dell’urina.
Se l’uso delle medicine non risolve il problema, si puó ricorrere al trattamento chirurgico per via endoscopica: dall’uretra si fa passare un tubicino sottile, al cui interno ci sono strumenti in grado di tagliare la prostata ingrossata.
Se la prostata é molto grossa, é necessario l’intervento chirurgico classico, per eliminare la sua porzione ingrossata (ipertrofia prostatica benigna).
Se é colpa di un tumore
Quando il sangue nelle urine é dovuto a un tumore alla vescica, si hanno due possibilitá.
Se la parte malata é circoscritta, come si verifica per esempio in caso di un papilloma vescicale, é possibile togliere questa parte con un intervento in endoscopia. Si tratta di inserire nell’uretra una sonda, al cui interno si trovano strumenti chirurgici che permettono di asportare i papillomi. Sul tessuto asportato si esegue poi l’esame citologico, per confermare la natura della lesione (benigna o maligna).
Invece, se la parte malata é di grosse dimensioni, é necessaria l’asportazione chirurgica dell’organo, con conseguente deviazione delle urine, oppure, quando é possibile, con la ricostruzione di una vescica “artificiale” ricavata da un tratto di intestino.
Per tutte le altre forme di tumore (ai reni alla prostata o all’uretra), in genere, é necessario l’intervento chirurgico.

Tumore alla vescica

Fonte:http://www.airc.it/tumori/tumore-alla-vescica.asp

Cos’è il tumore alla vescica

La vescica è l’organo che ha il compito di raccogliere l’urina che viene filtrata dai reni, prima di essere eliminata dal corpo.

Il tumore della vescica consiste nella trasformazione in senso maligno delle cellule che ne rivestono la superficie interna.

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 Quanto è diffuso

Il tumore della vescica rappresenta circa il 3 per cento di tutti i tumori e, in urologia, è secondo solo al tumore della prostata.

È più comune tra i 60 e i 70 anni, ed è tre volte più frequente negli uomini che nelle donne. Alla diagnosi, il tumore della vescica è superficiale nell’85 per cento dei casi, infiltrante nel 15 per cento.

La sopravvivenza a cinque anni supera, in Italia, il 70 per cento dei casi.

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 Chi è a rischio

Per il tumore della vescica sono stati individuati i seguenti fattori di rischio: il fumo di sigaretta, l’esposizione cronica alle amine aromatiche e nitrosamine (frequente nei lavoratori dell’industria tessile, dei coloranti, della gomma e del cuoio), l’assunzione di farmaci come la ciclofosfamide e la ifosfamide e l’infezione da parassiti come Bilharzia e Schistosoma haematobium, diffusi in alcuni paesi del Medio Oriente (Egitto in particolare).

Anche la dieta gioca un ruolo importante: fritture e grassi consumati in grande quantità sono infatti associati a un aumentato rischio di ammalarsi di tumore della vescica.

Esistono infine prove a favore di una componente genetica quale fattore di rischio predisponente.

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 Tipologie

Il tipo più frequente di tumore della vescica è il cosiddetto carcinoma a cellule di transizione che costituisce circa il 95 per cento dei casi.

Altri tipi di cancro alla vescica sono rappresentati dall’adenocarcinoma e dal carcinoma squamoso primitivo, ma sono decisamente meno frequenti.

Il tumore della vescica compare più frequentemente sulle pareti laterali dell’organo e ha un aspetto papillare (cioè come piccole escrescenza) nel 75 per cento dei casi, oppure una forma piatta o nodulare.

La distinzione tra il tumore maligno e il papilloma, che è invece un tumore scarsamente aggressivo, si basa sul numero di strati cellulari di cui è composta la formazione. Un’importante caratteristica di queste ultime forme, sia maligne sia benigne, è la tendenza a recidivare, cioè a riformarsi.

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 Sintomi

I sintomi con cui si può presentare il tumore della vescica sono comuni anche ad altre malattie che colpiscono l’apparato urinario.

Manifestazioni frequenti sono la presenza di sangue nelle urine (ematuria) e la formazione di coaguli, la sensazione di bruciore alla vescica quando si comprime l’addome, la difficoltà e il dolore a urinare, la maggior facilità a contrarre infezioni. Con la progressione della malattia questi disturbi possono diventare importanti.

Il tumore della vescica può diffondere localmente e a distanza per via linfatica, dapprima ai linfonodi e successivamente, attraverso il circolo sanguigno, ai polmoni, al fegato e alle ossa.

Non sempre il suo comportamento è prevedibile per quanto riguarda le ricadute, l’aggressività e le metastasi.

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Prevenzione

Non esistono al momento programmi di screening o metodi di diagnosi precoce scientificamente affidabili. Anche la citologia urinaria può dare falsi negativi se le cellule tumorali sono difficilmente distinguibili dalle cellule sane.

Occorre quindi mettere in atto misure di prevenzione legate alle abitudini di vita che consistono nell’abolizione del fumo, una dieta sana ed equilibrata e la prevenzione per i lavoratori a rischio.

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 Diagnosi

Le procedure diagnostiche, nel caso vi sia un sospetto di cancro alla vescica, si basano sull’ecografia, sulla radiologia (urografia e TAC), sulla risonanza magnetica e sui metodi endoscopici, come la cistoscopia.
Quest’ultima consiste nell’introduzione di uno strumento a fibre ottiche nella vescica attraverso le vie urinarie e, pur essendo fastidiosa, permette di vedere all’interno della vescica e prelevare campioni sospetti di tessuto che verranno poi analizzati al microscopio.

Importante è anche la ricerca di cellule tumorali nel campione di urine (citologia urinaria).

La TAC, la PET e anche la scintigrafia ossea sono utili per valutare se il tumore si è esteso oltre la vescica coinvolgendo altri organi.

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Evoluzione

La classificazione del tumore della vescica segue una suddivisione in quattro stadi, che a loro volta si basano sul sistema TNM.

Il parametro T descrive la dimensione e le caratteristiche del tumore primitivo, il parametro N prende in considerazione l’eventuale interessamento dei linfonodi regionali e infine il parametro M fa riferimento alla presenza o meno di metastasi a distanza.

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 Come si cura

La possibilità di trattamento chirurgico di un tumore della vescica comprendono la resezione transuretale, per neoplasie di piccole dimensioni non infiltranti, trattamento spesso risolutivo, e la cistectomia (asportazione dell’organo) parziale o totale, a seconda dello stadio clinico, dell’aggressività e del tipo di tumore.

L’approccio terapeutico oggi comunque prevede interventi combinati, che possono vedere impiegati, in combinazioni varie, chirurgia, chemioterapia e radioterapia.

Alta efficacia ha inoltre, nel carcinoma in situ, soprattutto per evitare che la malattia si ripresenti, il trattamento intravescicale con il bacillo di Calmette-Guerin (BCG, lo stesso che si usava per la tubercolosi) che, depositato sulle lesioni direttamente nella vescica, ne provoca l’eliminazione.

Nel tumore della vescica in fase avanzata l’approccio terapeutico è di tipo polichemioterapico.

Esistono diversi farmaci attivi contro il tumore della vescica; tra questi vi sono il cisplatino e la gemcitabina, la vinorelbina, le antracicline e i taxani.

NOSTRO COMMENTO: Prevenzione! Prevenzzione! Prevenzione! Esami diagnostici: ecografia, esami trasrettali, analisi urine, PSA,  almeno due volte l’anno dopo i 60 anni specie se vi è familiarità. ABOLIRE TOTALMENTE IL FUMO. Se un tumore è preso in tempo, cioè allo stadio iniziale, (SENZA CHE ABBIA PRODOTTO METASTASI) può guarire facilmente. AUGURI A TUTTI DI BUONA SALUTE!

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