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PCA3 è il nuovo test genetico specifico per il carcinoma della prostata

5 ottobre 2011

 Medicina all’avanguardia. A Bologna l’innovativo test molecolare per il carcinoma della prostata

 Presentato a Bologna, alla presenza di Specialisti Urologi e di Laboratorio Analisi, il test molecolare specifico per il carcinoma prostatico

L’esame, che si basa su una tecnologia innovativa,servirà come ausilio nella diagnosi di questa specifica forma tumorale. Il PCA3 è un nuovo test genetico specifico per il carcinoma della prostata.

Il Poliambulatorio Laboratorio Analisi Caravelli, in collaborazione con SE.SA.I. GROUP, ha strutturato un Laboratorio di Biologia Molecolare e ha collaudato la strumentazione Gen-Probe DTS Systems per effettuare il test PCA3 (APTIMA Detect Kit) accogliendo così l’esigenza clinica di indicare un’indagine che, con una tecnologia innovativa, si pone come supporto complementare per una diagnosi più accurata e puntuale della forma tumorale prostatica. E’ stato aperto al pubblico un ambulatorio urologico per la effettuazione del Test PCA3. Ad oggi infatti non esiste un valore di dosaggio del PSA nel siero che consenta di escludere la presenza del cancro alla prostata e inoltre l’esito della biopsia non risulta correlata alla diminuzione della mortalità.

In Italia il cancro alla prostata è il più frequente negli uomini, con un’incidenza del 12% e supera il tumore del polmone che arriva circa al 10%. Ogni anno in Italia si registrano quasi 43.000 tumori conpiù di 9.000 decessi (Istituto Superiore di Sanità). Circa 23.000 nuovi casi vengono scoperti ogni anno e di questi il 20% è già allo stadio di metastasi. Una diagnosi precoce seguita da intervento chirurgico, radio o chemioterapia può portare alla guarigione. Allo stato attuale, i pazienti con sospetta diagnosi di carcinoma prostatico vengono sottoposti al dosaggio del PSA, seguito dall’Esplorazione Digito-Rettale (DRE). La presenza di un carcinoma prostatico può elevare i livelli di PSA, ma l’aumento di questo antigene può essere dovuto a una serie di altri fattori e questo rende il PSA un parametro poco selettivo. Inoltre, nel 10-25% dei pazienti con risultato bioptico negativo la diagnosi di carcinoma prostatico viene successivamente confermata. Pertanto, il margine di incertezza rimane spesso consistente anche dopo l’esecuzione del test del PSA e/o della biopsia.

Il nuovo test consente di quantificare il livello di mRNA (RNA messaggero), corrispondente al PCA3 presente nell’urina, che viene iper espresso in elevate quantità nelle cellule neoplastiche della prostata e, se elevato, offre il vantaggio di predire una più alta probabilità di successiva biopsia alla prostata positiva. Quale atto preliminare si effettua una DRE (Digito-Retto-Esplorazione con massaggio prostatico). PROGENSA® PCA3, il primo test molecolare specifico per il carcinoma prostatico, si basa su una tecnologia innovativa e serve come ausilio nella diagnosi del carcinoma prostatico. L’accuratezza di PROGENSA®PCA3 come predittore di positività alla biopsia in soggetti con precedente esito negativo si è rivelata superiore rispetto al test ematico del PSA (Antigene Prostatico Specifico). Il test  PROGENSA® PCA3 si avvale della tecnica della TMA (Transcription Mediated Amplification) per quantificare il livello di mRNA corrispondente al gene PCA3 presente in un campione di urina; maggiore è la quantità di PCA3, maggiori saranno le probabilità della presenza di una neoplasia.

Diversi studi pubblicati su importanti riviste nazionalie internazionali (Urologia, Journal of Urology, British Journal of UrologyInternational) hanno dimostrato che i punteggi ottenuti con PROGENSA® PCA3 si correlano con le dimensioni del tumore prostatico, cosa che può favorire l’identificazione, da parte dei medici, di quei pazienti che necessitano di una terapia aggressiva, differenziandoli da coloro che, affetti da forme localizzate e di basso grado, possono essere invece destinati alla vigilanza attiva. Il Test del PCA3, in aggiunta ai dati clinici esistenti, aiuterà sicuramente a evitare ripetute biopsie (intervento che può essere doloroso e causare effetti collaterali indesiderati), soprattutto in quei pazienti che presentano risultati contradditori, riducendo al minimo il senso di ansia e disagio spesso provato da chi deve convivere con il sospetto di un tumore alla prostata.

Informazioni generali.

• Per informazioni tecniche sul Test PCA3:

info@sesailabservice.it – Tel. 051 6486848

• Per effettuare il Test PCA3 occorre prenotare una visita urologia: info@laboratoriocaravelli.it – Tel. 051 231531

Nella foto: il dott. Raffaele Parente, direttore di Sesailabservice

Tumore della prostata, a Bologna il primo centro per diagnosi precoce

A Bologna apre il primo centro per effettuare il PCA3, l’innovativo test molecolare specifico per il carcinoma prostatico, un nuovo ed efficace supporto complementare per una diagnosi più accurata e puntuale del tumore

  Strumenti utili

Il PCA3 è il nuovo test genetico specifico per il carcinoma della prostata eseguibile presso il Laboratorio Analisi Caravelli, associato con SESAI LabService, che ha strutturato a Bologna un centro di Biologia Molecolare per effettuare il test.

In Italia il cancro alla prostata è il più frequente tra i tumori maschili, con un’incidenza del 12%. Ogni anno in Italia si registrano quasi 43.000 casi con più di 9.000 decessi. Circa 23.000 nuovi casi vengono scoperti ogni anno, tra questi il 20% è già allo stadio di metastasi.

Se diagnosticato tempestivamente, il tumore della prostata presenta un’alta percentuale di guarigione. Tuttavia – come afferma Giuseppe Martorana, Presidente di SIUrO, Società Italiana di Urologia Oncologica, Ordinario di Urologia e Direttore della Clinica Urologica del Sant’Orsola – Malpighi di Bologna, “La diagnosi del tumore alla prostata può essere difficile; gli attuali strumenti presentano dei limiti e un forte margine di incertezza. Questo test è specifico per il tumore della prostata: si tratta di una semplice analisi delle urine e, contrariamente al PSA, non è influenzato da altre patologie non tumorali”.

Il PCA3 fornisce informazioni aggiuntive rispetto a quelle che risultano dalle attuali pratiche di diagnosi di cancro della prostata; soprattutto in caso di ambiguità dei livelli di PSA. Il test PCA3, inoltre, può confermare o meno la necessità di una biopsia, evitando così al paziente uno svantaggio notevole in termini di costi e di disagio personale.

“Lo score PCA3 risulta quindi un avanzamento diagnostico importante” – prosegue il Professor Martorana – “e potrebbe rappresentare per molti pazienti una svolta prima dell’accertamento bioptico e, per quelli sottoposti a sorveglianza attiva, nel monitoraggio della progressione e aggressività del tumore.”

Il nuovo centro di Biologia Molecolare rappresenta quindi un importante punto di riferimento per i bolognesi e gli abitanti della Regione Emilia-Romagna, che fino ad oggi dovevano recarsi in altre regioni per sottoporsi a questo esame.

PCA3, nuovo test per individuare il tumore prostatico

 Il PSA( antigene specifico prostatico) è una glicoproteina prodotta dalla prostata e serve per lisare il coagulo del liquido seminale dopo la sua emissione; è selettivamente espresso dal tessuto prostatico sotto l’influenza degli androgeni, è dosabile nel siero dalla pubertà ed i suoi livelli aumentano con l’età e le dimensioni della prostata. Il test del PSA è un indice di “salute” dell’organo, ma non un test tumore-specifico, questo molte volte determina una situazione di incertezza e di vero e proprio stress nei pazienti. Non essendo specifico del tumore, il valore di PSA può aumentare anche per un’ipertrofia prostatica, una prostatite e per stimoli meccanici. I valori “normali” solitamente vengono riferiti ad valore soglia di 4 ng/L, ma la probabilità di essere affetti da un tumore prostatico non è affatto pari a zero in coloro che hanno valori di PSA al di sotto di 4 ng/ml. Usando questo valore soglia, solo il 21% dei tumori viene scoperto, mentre la percentuale di falsi positivi (cioè di quelle persone che hanno valori sopra soglia ma non hanno tumore) è del 6.2%. Riducendo il valore a 1.1 ng/ml si riuscirebbe a diagnosticare l’83.4% dei tumori ma i falsi positivi aumenterebbero al 61%.

La strategia di eseguire la biopsia prostatica in tutti i casi ch epresentano valori superiori a 4 ng/ml espone il paziente ad un’alta probabilità di sottoporsi ad una procedura diagnostica inutile in quanto non affetto da neoplasia prostatica.

Inoltre, nei casi in cui la biopsia individui una neoplasia localizzata, si delineano dal punto di vista clinico 3 possibilità:

  1. tumore indolente che non porterà a morte nell’arco di tempo ragionevolmente da vivere
  2. tumore localizzato, ma a rischio di evoluzione in tempi medio-brevi
  3. tumore con micrometastasi circolanti che necessiterebbe di una terapia sistemica

Lo sforzo dei ricercatori è quindi stato stato rivolto all’individuazione di nuovi markers specifici in grado di individuare il cancro e/o per individuare tra i cancri le forme indolenti da quelle aggressive.

 Il PCA3 è un gene specifico della prostata,scoperto intorno agli anni ’90, che non codifica proteine, ma è altamente sovraespresso (circa 66 volte maggiore) nelle cellule tumorali maligne.

Il test di questo gene comporta un dosaggio separato in un campione di urine, sia del PCA3 che del PSA mRNA ed il valore di PCA3 viene determinato come rapporto tra le due misure.

Limitatamente ai casi in cui si è ottenuto sufficiente materiale(quantità sufficiente di glicoproteina nel campione biologico e cellule tumorali), il rapporto PCA3/PSA mRNA urinario ha mostrato una sensibilità del 66-82% ed una speficità del 76-89% per il cancro prostatico.
Attualmente da una valutazione qualitativa siamo passati ad una misura quantitativa( volume di urine; il contenitore con il campione di urine viene raccolto nell’ambulatorio dell’urologo dopo la spremitura della prostata (post DRE) e deve essere recapitato al laboratorio di analisi entro 4 ore) l’effettuazione dell’esame dopo massaggio prostatico aumenta la sensibilità del test di un 15-20%.

Nel 2006 all’ American Urological Association sono stati presentati dati su 1000 uomini studiati con Gen-Probe PCA3 test. I vantaggi di questa nuova metodologia sono:

  • la raccolta del campione permette sempre l’effettuazione del test
  • la specificità del test è pari al 76% (per il confronto cancro vs. non-cancro è stata riferita una specificità del 76% ed una sensibilità del 50% usando una soglia pari a 35 copie PCA3/copia di PSA mRNA)
  • possibilità di prevedere, in base allo score del test la positività o meno della biopsia prostatica. ( bassi punteggi (< 5) del PCA3 Score il tasso di biopsie positive era del 20%, mentre per punteggi di PCA3 score > 100 il rischio di biopsia prostatica positiva era del 67%. )
  • dati preliminari indicano inoltre che esiste una correlazione tra il PCA3 score ed il volume del tumore.

Il PCA3 test può essere particolarmente utile negli uomini con PSA persistentemente elevato, ma biopsia prostatica negativa. In tali casi, che rappresentano per il paziente ed il medico un vero rebus.

Dal mese di ottobre sarà disponibile anche nei laboratori di quattro centri italiani (ma il test potrà essere richiesto da qualsiasi urologo e poi fatto analizzare in uno dei centri attrezzati): Azienda ospedaliera universitaria S. Luigi Gonzaga di Orbassano (Torino); ospedale Gradenigo di Torino; Biodiagnostica Montevergine Malzoni di Mercogliano (Avellino) e Multimedica di Sesto San Giovanni (Milano).
Al momento il test non è previsto un rimborso da parte del Servizio sanitario nazionale e il costo dell’esame per il paziente si aggirerà attorno ai 300 euro.

 Il test ProgensaTM PCA3 è stato sviluppato e prodotto da:
Gen-Probe Incorporated
10210 genetic Center Drive
San Diego, CA 92121 USA
www.gen-probe.com

Fonti:(http://www.pillole.org/public/aspnuke/print.asp?print=news&pID=3730)

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