Intel ci sbalordisce ancora….

Intel disegna il futuro delle Cpu: più cervelli, più potenza e meno consumi

di Gianni Rusconi

DAL SOLE 24 ore del 21 agosto 2008, si riporta:

“L’Intel Developer Forum è uno di quegli appuntamenti segnati in rosso per chi guarda da vicino al mondo dell’hi-tech, a cominciare ovviamente dagli sviluppatori di hardware e software per piattaforme Intel, esortati con particolare enfasi nel cammino verso l’innovazione dal Chairman di Intel Craig Barrett, nel suo discorso di apertura.

E anche quest’anno, la tre giorni che si chiude oggi organizzata a San Francisco dal colosso dei microchip californiano non ha tradito le attese. Per lo meno per la quantità di argomenti – nuove architetture per device mobili e pc desktop, visual computing, consumer electronics, Internet – trattati. Dopo l’infinita campagna di propaganda della nuova piattaforma Centrino 2, i vertici di Intel hanno parlato dei chip di prossima generazione toccando ancora una volta il tasto della maggiore efficienza energetica abbinate a prestazioni sempre più spinte.

Pat Gelsinger, Senior Vice President e General Manager del Digital Enterprise Group, ha illustrato i dettagli della roadmap dei nuovi prodotti focalizzandosi su come il «computing» stia diventando sempre più pervasivo e ha battezzato personalmente una delle novità più importanti dell’evento, i chip Core i7 per pc desktop ad alte prestazioni e per server. I primi processori (andranno in produzione in autunno) a segnare la nuova frontiera dei micro cervelli di elaborazione di un computer, per le capacità di distribuire grafica e contenuti digitali e di operare anche in veste di controller di memoria (di tipo Ddr 3) e dei chipset, consumando molta meno energia delle Cpu attuali.

Nel suo intervento Gelsinger ha quindi toccato altri due temi chiave nell’economia delle strategie Intel, e cioè quelli della grafica per personal computer e dell’embedded Internet. Sul primo fronte i progetti ruotano intorno all’architettura x86 a più cervelli «Larrabee», i cui chip arriveranno al più tardi nel 2010, mentre sono attualmente in fase di sviluppo i prodotti che andranno ad equipaggiare i miliardi di dispositivi connessi in Rete nel campo delle applicazioni mediche, dei sistemi di comunicazione su Ip, dei prodotti di infotainment per veicoli e di home automation.

Nehalem, il cuore dei chip multi core ad alta efficienza energetica
Alla base di tutti i chip che costelleranno il futuro prossimo dei personal computer c’è una nuova microarchitettura multi core, Nehalem, che andrà a sostituire l’attuale Core 2 in diverse e distinte versioni per server, computer desktop (con i processori «Havendale» e «Lynnfield») e dispositivi mobili («Auburndale» e «Clarksfield») a partire dalla seconda metà del 2009. Alcune di questi avranno inoltre dalla loro il fatto di integrare la componente grafica sul corpo del processore, aprendo di fatto la nuova guerra di Cpu-Gpu con la rivale Amd (che dalla sua può sfruttare la tecnologia e i prodotti di Ati Technologies).

Il passo in avanti tecnologico che si compierà con la nuova micro architettura è dovuto a una particolare tecnologia, denominata Turbo Mode, che permetterà un utilizzo più intelligente (sotto il profilo dell’efficienza) dei core della Cpu. Per indirizzare i consumi dei singoli core fra loro comunicanti (grazie alla tecnologia QuickPath), che saliranno presto in alcune configurazioni per server fino a un numero massimo di otto (dai quattro attuali) in una singola fettina di silicio, le Cpu Nehalem potranno contare sull’apporto di circa un milione di transistor dedicati a questa specifica funzione di power management. In attesa di Nehalem, Intel ha confermato per settembre l’introduzione sul mercato dell’ultimo nato della famiglia Penryn a 45 nanometri, lo Xeon X7460 a sei core per sistemi server.

Ecco «Calpella», l’erede di Centrino 2
I nuovi notebook dovrebbero avere una durata delle batterie drammaticamente superiore a quella attuale. Tale promessa al condizionale ha già un nome: «Calpella», la versione mobile della piattaforma Nehalem, i cui chip (con controller di memoria e processore grafico on board) si vedranno nel terzo trimestre del 2009. A descriverne all’Idf le prime caratteristiche è stato David (Dadi) Perlmutter, Executive Vice President e General Manager del Mobility Group di Intel, che ha accennato a «prestazioni senza compromessi» partendo dal presupposto che «Calpella ridefinirà il modo in cui utilizziamo i dispositivi di elaborazione on-the-go, offrendo agli utenti una nuova esperienza visiva, livelli superiori di gestibilità e sicurezza, funzionalità turbo ottimizzate e strumenti di gestione energetica in continua evoluzione».

Dunque notebook sempre più capaci ed efficienti sotto il profilo dei consumi di energia e in attesa dei processori del futuro Intel apporterà alcune migliorie a Centrino 2, l’architettura mobile lanciata a luglio. Migliorie che riguardano la disponibilità di unità di storage di tipo Serial Ata a stato solido a elevate prestazioni, di una tecnologia (Anti-Theft) caratterizzata da meccanismi intelligenti di rilevamento e risposta basati su hardware per disabilitare l’accesso ai dati in caso di perdita o furto del computer e l’integrazione del noto modulo Wi-Max/Wi-Fi per abilitare la connettività Internet alle reti wireless di nuova generazione. E non solo: chi nel notebook ci vede una stazione di lavoro vera e propria ecco i primi processori quad-core (i Core 2 Extreme) destinati alla mobilità: quattro cervelli su un unico chip con consumi limitati a 45 watt.

Dopo netbook e Mid il nuovo obiettivo si chiama smartphone
Un miliardo di apparecchi portatili che usano chip Intel nel giro di dieci anni. L’obiettivo fissato dallo stesso Perlmutter non lascia dubbi: la casa californiana vuole fare la parte del leone per quanto riguarda mini computer e dispositivi collegati a Internet e il rilascio della piattaforma e dei processori Atom (utilizzata fra gli altri anche sugli Eee Pc di Asus, i best seller della categoria netbook) è stato solo il primo passo. Da settembre questi chip a basso consumo verranno proposti anche in configurazione dual-core per equipaggiare i cosiddetti nettops, e cioè computer desktop in miniatura ad elevate prestazioni.

Sui mini notebook low cost e sui Mid (l’acronimo che identifica i Mobile Internet Devices), invece, Atom vivrà in versione single core mentre un nuovo chip a 45 nanometri Core 2 ultra-low-voltage (con consumi inferiori ai 10 Watt) sarà destinato alla fascia degli ultraportatili con schermi da 12 pollici, come i MacBook Air di Apple, i Lenovo X300 e gli appena annunciati Latitude E4200 di Dell. Ma la vera novità arriverà più in là. Con Moorestown, a fine 2009 o al più tardi all’inizio del 2010, inizierà infatti l’era dei chip Intel per smartphone, chip che avranno dalla loro prestazioni (memory controller e grafica integrata) ed efficienza energetica decisamente superiori ai livelli attuali.

Di questi processori e di «Lincroft» in particolare ha parlato all’Idf Anand Chandrasekher, numero uno dell’Ultra Mobility Group della società californiana. Il futuro descritto dal manager vede l’affermazione di dispositivi mobili sempre più performanti non solo sotto il profilo della connettività voce e dati ma anche sotto quello multimediale, con prodotti capaci di supportare filmati video in alta definizione nello standard Full Hd a 1080p.”

COMMENTO DI FERNANDO: questo articolo segue ad altro pubblicato su questo stesso blog e titolato “Intel Centrino2”. Ancora novità di Intel : questa volta il Nehalem ed il Calpella. Attendiamo! Chissà dove andremo a finire!



Categorie:Tecnologia

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