Processo Bassolino/Impregilo (4° Udienza)

PROCESSO BASSOLINO/IMPREGILO (4° Udienza)

DAL BLOG DI ANTONIO DI PIETRO, SI RIPORTA (24-09-2008):



Il problema dei rifiuti in Campania non è stato risolto, le responsabilità politiche non sono state ancora accertate, c’è stato solo uno scarica barile generale di governi di centrodestra e centrosinistra che si sono alternati per lo sfruttamento di un territorio che è uscito devastato nell’immagine, nell’economia, nella dignità di coloro che ogni giorno cercano di condurre una vita dignitosa. Berlusconi è volato a Napoli per qualche CDM, ha chiamato a se qualche giornalista, qualche televisione nazionale e privata, ha mandato qualche militare, ha utilizzato le forze dell’ordine per tirare qualche manganellata ai manifestanti di Chiaiano, mentre qualche scugnizzo assoldato dalla Camorra ha incendiato cassonetti di rifiuti sparsi per le strade. Poi, finalmente sbloccati i finanziamenti per la costruzione di 3 nuovi inceneritori e 10 discariche, la calma è improvvisamente tornata, i media sono scomparsi, e gli spazzini hanno ripulito il centro di Napoli.

La realtà è diversa, sui rifiuti. La situazione non è cambiata, me lo scrivono centinaia di cittadini. La monnezza a Napoli e dintorni, anche se non in centro, c’è ancora. E come a Napoli in Campania. Dispongo già di numerose foto e servizi che lo testimoniano. Invito anzi i cittadini della Campania a fotografare le situazioni di degrado e ad inviarmi (all’email suggerimenti_sito@italiadeivalori.it) il materiale fotografico corredato di data e luogo dello scatto, le pubblicherò nel mio blog.

Nel frattempo il nostro inviato al processo per lo scandalo dei rifiuti in Campania, così come sto facendo per quello Mills e Spartacus, ha girato un servizio dell’udienza del processo Bassolino-Impregilo, udienza che come avrete appreso è stata rinviata. Nel processo che lo coinvolge, l’ancora in carica governatore della Campania Antonio Bassolino, è accusato, insieme ad altre 28 persone, di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture.

Riporto di seguito il testo del servizio del nostro inviato.

C’è anche il governatore della Campania, Antonio Bassolino, fra le 29 persone rinviate a giudizio accusate di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frodi pubbliche in forniture. L’inchiesta riguarda la Fibe, società controllata da Impregilo, che secondo l’accusa si sarebbe intascata i fondi pubblici che dovevano servire a far funzionare l’inceneritore di Acerra che avrebbe dovuto trasformare i rifiuti in energia tramite combustione.

Ebbene, l’inceneritore in questione non è mai entrato in funzione e i rifiuti sarebbero stati disseminati e nascosti in vaste discariche abusive della Campania.
Secondo i pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo gli impianti di Acerra dichiarati difettosi avrebbero comportato ulteriori vantaggi economici per la Fibe. Perciò hanno congelato i conti correnti italiani del gruppo Impregilo per un valore di 750 milioni di euro.

L’udienza di oggi mercoledì 24 settembre 2008, la quarta, si svolge nell’aula bunker del carcere napoletano di Poggioreale presieduta dal gup Alberto Vecchione.
Ci sono volute 2 ore per fare l’appello dei presenti, decine di avvocati che rappresentano ben 552 comuni campani che si sono dichiarati parte offesa, 152 dei quali costituiti in parte civile.

Molti degli avvocati assenti all’appello sono arrivati in ritardo, nessuno degli imputati è presente in aula, tantomeno Antonio Bassolino, inizialmente nella doppia veste di accusato in quanto commissario straordinario per l’emergenza rifiuti e di parte lesa in quanto governatore della regione Campania. Ebbene in questo processo ne risponde solo in qualità di accusato, difeso dall’avvocato Massimo Krogh. A rappresentare la regione Campania è stato nominato un commissario d’ufficio.

L’inchiesta iniziata nel 2005, dopo 3 anni non è ancora giunta a dibattere nemmeno le questioni preliminari, e tanto meno oggi sembra si possa iniziare, visto che sono molte le questioni sollevate, tra cui l’ammissione nella citazione di responsabilità. In pratica alcuni comuni chiedono di citare in giudizio il Ministero dell’Interno, senza capire bene a quale titolo, e il dipartimento della protezione civile. Ma non solo. In aula alcuni difensori, tra cui quelli di Fibe contestano le notifiche inviate dal Tribunale, che sarebbero state recapitate con 19 giorni di anticipo anziché i 20 minimi previsti. Tutte sollevazioni che inducono gli avvocati delle parti chiamate in causa a chiedere il rinvio dell’udienza.

Il collegio giudicante dopo un’ora e mezza di camera di consiglio, per voce del gup Vecchione, ha ritenuto leggitime le richieste avanzate, e di conseguenza accolto la richiesta di rinvio dell’udienza rimandata al 12 novembre prossimo.
Ora sentiamo qualche battuta a caldo dall’avvocato difensore di Bassolino Massimo Krogh e dall’avvocato che rappresenta lo Stato, che è Federico Vigoriti.

Daniele Martinelli: Avvocato. In questo processo c’è stato il ricorso di 552 comuni che hanno chiesto di entrare come parte civile. Come si configura questa mossa?
Massimo Krogh: Si configura un processo molto poco gestibile, perché il numero delle parti e la carenza delle strutture giudiziarie non consente una gestione del processo praticabile. Questo naturalmente, per me che difendo il governatore Bassolino, è una cosa che dispiace. Vorremo fare il processo al più presto possibile per dimostrare la sua non colpevolezza.
Daniele Martinelli: A parte la sua posizione di Presidente della Regione, parte lesa e anche…
Massimo Krogh: Lui come Presidente della Regione purtroppo è imputato, però come tale si ritiene innocente, vuole fare il processo e lo vuole fare presto.
Daniele Martinelli: Cosa ha detto in questi giorni Bassolino, dato che non si è presentato?
Massimo Krogh: Su questo non posso fare commenti da parte del mio cliente.

Daniele Martinelli: Avvocato. Questa riunione di consiglio ha allungato i tempi di questo processo. Che sta succedendo?
Federico Vigoriti: Succede che non riusciamo ancora a raggiungere neanche la fase delle questioni preliminari. Siamo ancora, dopo quattro udienze e una quinta del 12 novembre, a cui è stato rinviato il processo, nella fase della costituzione delle parti. In pratica, questa fase che dovrebbe occupare soltanto il momento iniziale del dibattimento si sta protraendo purtroppo, per il numero delle parti che vi sono intervenute, per parecchi mesi.
Daniele Martinelli: Per cui si avvicina una prescrizione reale di questo processo.
Federico Vigoriti: Si. In applicazione delle norme vigenti, credo che i reati più gravi, se i calcoli sono esatti, si prescriveranno a fine 2011 e inizio 2012. In pratica, di qui al 2012 processualmente parlando è come dire da qui a dopodomani. Sarà veramente un miracolo se riusciremo entro il termine di prescrizione dei reati ad arrivare ad una sentenza di primo grado.

COMMENTO DI FERNANDO: Qualcuno mi ha chiesto: ma in quanto tempo si prescrive un reato? Risposta: Intanto diciamo subito che il trascorrere di un determinato periodo di tempo voluto dalla legge estingue il reato. Sono imprescrittibili i reati per i quali è prevista la pena dell’ergastolo. Per gli altri reati vale quanto stabilisce l‘art. 157 c.p. che determina il tempo necessario a prescrivere un reato in considerazione della pena stabilita. L’articolo è così chiaro che non necessità di ulteriori spiegazioni da parte del sottoscritto.

La prescrizione estingue il reato:

1. in venti anni, se si tratta di delitto per cui la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore a ventiquattro anni;

2. in quindici anni, se si tratta di delitto per cui la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore a dieci anni;

3. in dieci anni, se si tratta di delitto per cui la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore a cinque anni;

4. in cinque anni, se si tratta di delitto per cui la legge stabilisce la pena della reclusione inferiore a cinque anni, o la pena della multa;

5. in tre anni, se si tratta di contravvenzione per cui la legge stabilisce la pena dell’arresto;

6. in due anni, se si tratta di contravvenzione per cui la legge stabilisce la pena dell’ammenda.

Per determinare il tempo necessario a prescrivere si ha riguardo al massimo della pena stabilita dalla legge per il reato, consumato o tentato, tenuto conto dell’aumento massimo di pena stabilito per le circostanze aggravanti e della diminuzione minima stabilita per le circostanze attenuanti. La Corte Cost. con sent. 31.5.1990, n. 275 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 157 c.p., nella parte in cui non prevede che la prescrizione del reato possa essere rinunziata dall’imputato. La prescrizione può essere sospesa (e il termine ricomincia a decorrere dal momento della sospensione) o interrotta (e il termine ricomincia a decorrere nuovamente dal momento dell’interruzione), ma in ogni caso i termini previsti all’art. 157 c.p. non possono essere aumentati oltre la metà.

Per farsi un quadro completo consultare anche gli artt. 158 (decorrenza del termine della prescrizione) e 159 C.P. (sospensione del corso della prescrizione) e artt. 160 e 161 c.p.

Attenzione! La legge 689/1981 e la legge 251/2005 (cd. Ex Cirielli) hanno apportato sostanziali modifiche alla normativa prescrizionale del codice di rito che sarebbe troppo lungo descriverle, in questa sede, si rinvia, pertanto, il lettore a consultarle altrove (anche su Internet) se interessato.



Categorie:Giustizia

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