I costi della giustizia

Un punto dell’economia: i costi della Giustizia

Fonte:idvstaff


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sandro_trentoVorrei parlare oggi delle conseguenze negative che ha nell’economia italiana l’inefficienza della Giustizia.

L’economia italiana non cresce da molti anni, e questo è riconducibile ad una serie di ragioni strutturali che vanno al di là della crisi in corso negli ultimi due anni. Ci son ragioni legate ad una mancanza di un adeguata struttura di infrastrutture, alla scarsa attività di innovazione che viene svolta dalle imprese o dalle università, e in generale c’è un problema di inefficienza del settore pubblico.

In Italia ci sono un numero eccessivo di leggi. Si contano complessivamente 21700 leggi, mentre in Germania ce ne sono soltanto 4500. Questo eccesso di norme crea molte difficoltà, dove è difficile orientarsi e su quale comportamento seguire. Se andiamo a guardare la natura di queste leggi, spesso prevedono regole molto vincolanti per chi vuole fare impresa. I costi amministrativi legati a queste norme hanno un elevatezza significativa, e costituiscono una barriera per chi vuole avviare un impresa.

Nella classifica dei paesi sulla base della qualità della regolamentazione pubblica, stilata dalla Banca Mondiale, l’Italia è posizionata al 65° posto. Per avere un idea, i Paesi dell’Ocse, i paesi europei e più avanzati, sono in media intorno al 27° posto. Noi siamo al 65° mentre i nostri concorrenti al 27°.

Per recuperare un credito commerciale in Italia ci vogliono in media, secondo una stima fatta nel 2008, 1210 giorni. Nei paesi Ocse in media ci vogliono 463 giorni. Questo per dare un idea di quanto sono lunghi i tempi della giustizia in Italia.

Questi lunghi tempi di attesa fanno si che anche quando qualcuno ha palesemente torto in partenza preferisca farsi citare in giudizio confidando nel fatto che i tempi per arrivare ad una sentenza sono talmente lunghi, sufficienti per trovare un escamotage per farla franca.

I tempi lunghi della giustizia accrescono di fatto la litigiosità degli italiani. Siamo un Paese molto litigioso, che frequentemente finisce in tribunale perché tempi cosi lunghi incentivano comportamenti illeciti. Coloro che commettono atti illeciti confidano nel fatto che ci verrà molto tempo per arrivare ad una sentenza da parte del tribunale.

Tempi lunghi creano un circolo vizioso, dove aumenta la domanda di giustizia che finisce per ingolfare i tribunali stessi. Sul lato dell’offerta ci sono delle considerazioni da fare. Il numero dei magistrati non è distribuito in modo efficiente sul territorio. C’è un eccesso di magistrati in tribunali nei quali il numero dei casi è ridotto, mentre scarseggiano nei tribunali dove il numero delle cause pendenti è elevato. Scopriamo che c’è, inoltre, un grado di disparità di efficienza dei nostri tribunali: ci sono tribunali come quelli di Trento, Torino e Bolzano, dove riescono a giungere a sentenze in tempi molto rapidi, al contrario di altri tribunali come quelli di Messina e Taranto.

Perché ci occupiamo di inefficienza della Giustizia? Una Giustizia inefficiente finisce per creare incertezza sui contratti.

Un’economia di mercato si basa essenzialmente sui contratti tra gli operatori, e quando i tempi della Giustizia sono particolarmente lunghi, e si deve aspettare tantissimo per capire chi ha torto e chi ragione, si crea un incertezza sul modo di comportarsi di fronte alla controparte.

L’inefficienza della Giustizia influisce sul comportamento dei finanziatori. Pensiamo alle banche: è chiaro che in un Paese nel quale per recuperare un credito, o un mutuo finito male, ci vogliono molti anni, le banche finiscono per attuare comportamenti molto prudenti, al contrario delle banche dei Paesi nei quali la giustizia è molto più rapida. Questo comporta costi maggiori del credito e dei mutui, più alti rispetto ai costi degli altri Paesi.

Questa inefficienza della Giustizia incentiva comportamenti illegali, anche sul lavoro. Si assumono lavoratori in nero sapendo che, anche se si viene scoperti, passeranno molti anni prima di essere puniti. Nelle compravendite si crea un rischio frequente di essere truffati perché si sa che tanto la Giustizia è molto lenta.

Si riducono le opportunità di scambi via Internet. Il nostro Paese ha un livello di commercio elettronico molto più basso di altri Paesi avanzati: se qualcuno viene truffato in Internet dovrà aspettare tantissimo tempo per arrivare ad una decisione risarcitoria.

L’inefficienza della Giustizia si traduce in maggiori costi per le imprese e per gli operatori. Questi costi, aggiuntivi legati all’inefficienza della Giustizia, vengono stimati a 2,3 miliardi di euro l’anno, quasi 400 mila euro all’anno per ogni impresa attiva all’anno.

Bisognerebbe adottare una strategia di razionalizzazione dei tribunali, accorpando tribunali di dimensione troppo ridotta, concentrando le risorse in tribunali dove il carico di lavoro è significativo, ridistribuendo magistrati sul territorio in maniera più efficiente. Aumentare gli organici della magistratura, assumere un maggior numero di magistrati, e immaginare una specializzazione dei tribunali. Ad esempio, sui temi dell’economia è pensabile che si creino dei tribunali ad hoc con dei magistrati specializzati sui temi dell’economia e che siano in grado di giungere con maggiore rapidità a quelle decisioni che stanno a cuore agli operatori economici.

Un’altra proposta è quella che vede l’istituzione di un manager organizzativo, una persona altamente qualificata che sia in grado di organizzare il carico di lavoro all’interno del tribunale, non necessariamente un magistrato.

Altro elemento importante è l’adozione di tecnologie telematiche. E’ ora che i nostri tribunali entrino nel 21° secolo, utilizzando il computer, internet e i processi telematici. Anche questo è un modo per accelerare i tempi della Giustizia.

Che cosa fa il Governo? Nulla, si è piuttosto preoccupato di lavorare sul lodo Alfano, un provvedimento che voleva sospendere i processi per il capo del governo, una questione lontanissima dall’inefficienza dei nostri tribunali e che non ha nulla a che vedere con l’emergenza che il nostro Paese sperimenta tutti i giorni.

Il Governo sta lavorando ad una proposta di riforma della Giustizia e della magistratura che prevede di sottoporre i pubblici ministeri al controllo del governo stesso. Anche in questo caso non c’è nulla che fa riferimento all’efficienza della giustizia, ma si intende sottoporre i pubblici ministeri ad un maggior controllo dell’esecutivo probabilmente per proteggere quei politici corrotti che sono oggetto di processi da parte della magistratura.

L’economia italiana, le imprese italiane e i cittadini italiani avrebbero bisogno di un grande progetto di riforma della giustizia che consenta di ridurre i costi amministrativi connessi e consentano l’economia italiana di crescere a ritmi più sostenuti.



Categorie:Economia

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