Nave veleni. Un pentito vuole parlare.-

Navi dei veleni. Pronto a parlare un nuovo pentito

Fonte: Antimafia2000.it

di Monica Centofante – 9 dicembre 2009

L’inchiesta sulle cosiddette “navi dei veleni” potrebbe arricchirsi con le dichiarazioni di un nuovo pentito. Ex-boss di primo piano della ‘Ndrangheta trapiantata a Milano e per molto tempo compagno della figlia di Theodor Cranendonk, trafficante di armi olandese legato ai clan reggini Serraino-Condello-Imerti.

Il suo nome è Emilio Di Giovine e l’avvocato Claudia Conidi, legale di Francesco Fonti, ha già chiesto la sua audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle Ecomafie. Poiché, come lo stesso Fonti, il pentito parlerebbe di imbarcazioni cariche di pericolosi rifiuti tossici e radioattivi fatte colare a picco sui fondali dei nostri mari.

“Di Giovine – ha spiegato la Conidi – ha parlato dell’affondamento di alcune navi con i magistrati della Dda di Milano nel 2004, quando ancora non era un mio assistito. Lo è diventato successivamente, quando la fase processuale era terminata. Il 25 settembre scorso, nel corso di un interrogatorio per un processo in Calabria, mi ha detto di essere a conoscenza di alcuni fatti relativi all’affondamento di navi perché era fidanzato con la figlia di Cranendonk”. Un nome noto ai magistrati milanesi e che il legale conosceva già per averlo appreso proprio da Francesco Fonti. Tanto più che nella sua abitazione, perquisita nell’ambito di indagini sul traffico di armi sarebbe stata trovata copia del progetto Odm, ideato dal faccendiere Giorgio Comerio.

Per questo motivo, ha proseguito la Conidi, “ho pensato che fosse il caso di proporre alla Commissione l’audizione di Di Giovine e, una ventina di giorni fa, ho scritto al presidente Gaetano Pecorella. Ancora però non ho avuto risposta”.

“Tra l’altro – continua la Conidi – proprio il giorno in cui ho formulato la richiesta di audizione, Di Giovine è stato investito da un’auto mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali e si è salvato per poco. Un incidente sul quale non ho particolari, essendo avvenuto in località protetta, ma che ritengo essere solo una coincidenza”.

A Di Giovine, intanto, sarebbe interessata anche la Dda di Reggio Calabria, che indaga sull’affondamento della nave Rigel. Mentre le indagini sulle navi dei veleni proseguono anche a Livorno, dove la procura sta interrogando Francesco Fonti per chiarire le sue dichiarazioni sull’affondamento di rifiuti tossici al largo delle coste toscane.

NOSTRO COMMENTO: Speriamo che la verità venga a galla. In casi del genere, il Presidente Pecorella dovrebbe rispondere immediatamente alla richiesta dell’Avv. Conidi. Si tratta solo di ascoltare un pentito. Perché questa esitazione? Mah!



Categorie:mafia, Politica

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