QUANTO CI COSTANO I PARTITI

QUANTO CI COSTANO I PARTITI

Intervista a Paolo Bracalini – 9 Marzo 2012

L’Italia aveva detto no ai finanziamenti ai partiti, ma loro li hanno reintrodotti sotto forma di rimborsi elettorali. Cosa facciano con questi soldi non è dato saperlo. I bilanci dei partiti sono sottoposti a controlli come un circolo di tennis o un bocciodromo. E poi ci sono le tangenti

I costi dei partiti in Italia sono stratosferici. Me ne occupo nel mio libro “Partiti Spa” mi occupo dei costi dei partiti e non degli stipendi dei parlamentari. Pensiamo, ad esempio, che un’elezione per il rinnovo di Camera e Senato ci costa 500 milioni di Euro, altri 200 milioni di Euro ci costano più o meno le regionali e poi ci sono tutta una serie di finanziamenti diretti e indiretti dei partiti che fanno lievitare il costo collettivo a livelli altissimi.
I finanziamenti diretti sono i cosiddetti rimborsi elettorali, che sono un vero e proprio finanziamento, ma non si chiama così perché un referendum nel 1993 ha abolito il finanziamento, quindi li hanno ribattezzati rimborsi elettorali, ma è un nome fittizio perché in realtà un partito può non avere nessuna spesa o pochissime spese e avere diritto a milioni e milioni di Euro di rimborsi.

Cosa fanno i partiti con questi soldi?

Questa è la domanda che ci facciamo tutti, perché in realtà nei bilanci ci sono delle voci di spesa ma non sappiamo realmente se quei soldi sono stati spesi così oppure no. Del resto i Revisori dei Conti della Camera, cioè il massimo organo di controllo sui bilanci dei partiti, nella relazione scrivono che non possono fare un controllo di merito sulle spese dei partiti, perché la legge non gli consente di farlo. Possono fare solo un controllo formale, cioè se ci sono le voci che devono esserci, il bilancio è ok. Ma poi quello che fanno realmente con i soldi non lo sappiamo!
Diciamo che manca la trasparenza e di questo si sono accorti i partiti dopo che sono successi, nelle ultime settimane, una serie di scandali molto gravi, legati al finanziamento illecito dei partiti. Ora stanno presentando in Parlamento delle proposte di legge per correggere questo aspetto della trasparenza, perché non è possibile che i partiti che sono finanziati con centinaia di milioni di Euro ogni anno, abbiano gli stessi doveri di rendicontazione che ha una bocciofila o un circolo del tennis. In realtà dovrebbero rispettare le regole di contabilità, di trasparenza delle vere e proprie Spa, perché sono macchine che inghiottono tantissimi soldi pubblici e dunque dovrebbero rendicontare centesimo per centesimo alla collettività come usano i soldi.

I finanziamenti illeciti sono ormai prassi…

Diciamo che il finanziamento illecito è meno facile da quantificare ovviamente, perché è illecito, è sommerso, e non c’è una contabilità delle mazzette. La Corte dei Conti ha fatto una stima che è impressionante, 60 miliardi di Euro il giro di soldi legati alla corruzione in Italia, a 20 anni da Mani Pulite. Il bilancio quindi è abbastanza negativo, se non drammatico, nel senso che non sembra che il finanziamento pubblico che in questi 20 anni è molto aumentato ai partiti, abbia tolto ai partiti l’abitudine di andare a pescare, a chiedere tangenti e soldi in modo illecito. L’inganno del finanziamento pubblico che era stato introdotto decenni fa proprio per limitare il fenomeno della corruzione (perché si pensò che se era lo Stato a dare i soldi ai partiti, i partiti non avrebbero più cercato soldi illeciti) è stato un errore tragico.
Il danno economico della corruzione è evidente, ma c’è anche uno spreco di risorse pubbliche nel finanziamento lecito dei partiti (il più alto d’Europa), e poi c’è un danno politico nel senso che questo fenomeno crea una sfiducia collettiva verso la politica che se è giustificabile sulla base di quello che i partiti riescono a non fare, è però anche pericolosa perché alla fine crea una specie di sfiducia nelle istituzioni e si arriva alla solita massima popolare per cui “tanto rubano tutti“.
Le soluzioni per uscire da questa situazione la devono trovare i partiti, nel senso che abbiamo fatto un referendum per togliere il finanziamento pubblico ed è stato subito reintrodotto. Sono i partiti che devono riformare se stessi. E’ la casta che deve riformare se stessa e abbiamo visto spesso che la casta non ha così tanta voglia di riformare sé stessa!

NOSTRO COMMENTO: Ci si chiede qual è il rimedio? Perché c’è un rimedio possibile? Ma secondo Voi i Politici ed i Partiti che con questi finanziamenti ci marciano sono così stupidi di fare karakiri? E allora? Allora, allo stato, non c’è e non ci potrà essere un rimedio salvo che un miracolo non cambi le teste dei Politici. Ma Noi ai miracoli non crediamo.



Categorie:Politica

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