DON PAOLO FARINELLA – Il governo Monti, la Trilaterale e l’esproprio della democrazia

DON PAOLO FARINELLA – Il governo Monti, la Trilaterale e l’esproprio della democrazia

Tratto DA MICROMEGA

 Fonte e link: http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/05/02/don-paolo-farinella-il-governo-monti-la-trilaterale-e-lesproprio-della-democrazia/

Ora lo sappiamo da fonte autorevole e non smentibile. Il governo Monti è il frutto maturo per l’Italia della politica della Trilaterale, il cui presidente italiano, Carlo Secchi, guarda caso anche lui ex rettore della Bocconi dichiara al Fatto Quotidiano in una intervista (26-04-2012 p. 9) dichiara, apertis verbis: «Noi della Trilaterale siamo contenti di Monti» e aggiunge che quando il presidente della repubblica Giorgio Napolitano incaricò Monti di formare il governo, essi [la Trilaterale] erano riuniti e appresero in diretta la nomina, godendone come gatti in calore. Egli chiama Monti Mario, «il nostro reggente europeo». Questo signore oltre che Trilaterale è anche consigliere di amministrazione di sei società, tra cui Mediaset. Come si può pensare che abbia un giudizio politico ed economico indipendente? Non può né lui né Monti, né il suo governo.

In una parola, senza colpo ferire questa gente ci ha espropriato non dico del nostro diritto alla sovranità democratica, ma anche dell’apparente diritto di sovranità. Se prima eravamo sequestrati dall’orribile e orripilante Berlusconi e suoi scherani, ora siamo totalmente derubati di ogni diritto e parvenza di dignità. Siamo governati da fuori, da gente che fa interessi altri e che è stata messa al governo per fare esperimenti di finanza per porre rimedio alla degenerazione democratica, eliminando parlamenti, con la complicità degli stessi, i sindacati, le opposizioni residue e fare tornare l’Italia, la Grecia, la Spagna, l’Irlanda e gli altri paesi europei allo «statu quo ante» 1900: per loro bisogna ritornare a prima della rivoluzione industriale, quando le masse lavoravano senza diritti e senza dignità anche 14/16 ore al giorno, bambini compresi per mantenere la casta e lor signori.

Il governo Monti è un governo assassino, killer di professione e ignobile perché consapevolmente porta avanti una politica suicida nel senso che induce al suicidio coloro che hanno diritto a riscuotere dallo Stato che non paga e a cui lo stesso Stato per mano di Monti e delle sue leggi impone di pagare tasse di morte.

Il governo Monti aveva promesso un intervento deciso sulla gestione della tv pubblica, ma Berlusconi non vuole e Monti nicchia. Non ha ancora toccato una sola legge che sia una delle 39 porcate che un parlamento degenere e depravato perché a libro paga di padrone corrotto ha votato per beneficio del sultano che regna sul ciarpame dell’orrido e della corruzione. La ministra Severino sta facendo di tutto per salvare Berlusconi dalla galera a costo di distruggere tutto il sistema giudiziario: non una norma per migliorare la celerità, gli uffici, la funzionalità dei tribunali, ma solo ed unicamente ciò che serve a Berlusconi e ai suoi scagnozzi.

La priorità di questo governicchio non è la giustizia, ma le intercettazioni, non è il reato, ma il boss che deve essere salvato dalle conseguenze dei suoi reati. Le intercettazioni, pubblicate da Repubblica stanno mettendo in evidenza quello che sapevamo già: il degrado in cui un nano maledetto ha scaraventato la dignità di un paese intero che ancora lo appoggia e magari lo vedrebbe al Quirinale. Credo fermamente che per questo Paese non vi sia più speranza e se ancora un 20% inneggia Berlusconi e il Pd appoggia Monti, beh, che anche il Paese vada in malora e affondi nel fango che esso stesso produce.

Il governo dei tecnici che avrebbero dovuto «salvare l’Italia» hanno partorito il «supertecnico» Enrico Bondi, salvatore della Parmalat e di altre imprese di Stato. Siamo al paradosso delle comiche: i tecnici che hanno bisogno di un supertecnico ammettono semplicemente che sono o incapaci o falliti o le loro credenziali erano fasulle come la laurea della Gelmini e i diploma del Trota. Fra poco sentiremo che il governo dei supertecnici ricorreranno alle maghe e alle cartomanti, come già facevano Brezhnev, Reagan, Mao, Berluska. Ormai il ridicolo supera la fantasia. Vedremo cosa succederà per la Rai, vera preda di caccia e vero interesse del vero puparo ancora in pianta stabile: l’immondo corruttore e corrotto Berlusconi.

Il governo Monti ce la mette tutta per fare scoppiare una guerra sociale: vedremo le piazze invase dalle folle che vogliono pane; metteranno la tassa sul sale, sull’aria, sull’aceto e sull’insalata. I poveri saranno spezzati, mentre i ricchi e i grandi patrimoni non si toccano perché il governo Monti deve rispondere a loro dei propri misfatti. Potrebbe ricavare oltre 50 miliardi di euro se facesse un accordo con la Svizzera come hanno fatto Inghilterra, Germani e Svezia, ma no! Non si può, come si fa a tassare i poveri evasori che già fanno fatica ad esportare all’estero con costi aggiuntivi? I poveri sono già abituati alla fame, i ricchi penerebbero troppo. (Don Paolo Farinella (2 maggio 2012)

DON PAOLO FARINELLA – Monti, il progretto oscuro ora è chiaro

Fonte e Link: http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/09/13/don-paolo-farinella-monti-il-progretto-oscuro-ora-e-chiaro/

Quello che sapevamo da tempo, cioè dal giorno in cui Mario Monti ha sostituito l’indecente Silvio Berlusconi che una indecente Italia ha mandato al governo, ora è chiaro. Era necessario che l’Italia risalisse dalla sentina dove l’ignobile corrotto l’aveva scaraventata, ma questa necessità fu anche la scusa per abbattere di colpo e «senza colpo ferire» la Costituzione e tutte le conquiste degli ultimi 60 anni. A ciò si aggiunga la «filosofia della crisi», messa in atto e tenuta in caldo permanente in tutto il mondo dalle forze oscure che non vogliono spartire con alcuno i profitti e i beni che producono benessere. Più la giustizia sociale è esigente e più l’oligarchia che detiene i cordoni della borsa, su scala mondiale, scalpita e sferra colpi micidiali. Il capitalismo selvaggio si basa su una regola semplice: senza poveri non c’è ricchezza per pochi eletti. Per mantenere i privilegi di pochi è necessario estendere la povertà che è il fondamento e la garanzia della ricchezza «riservata» al club degli eletti, cioè speculatori e «mercatisti».

Costoro invocano il «mercato» come la soluzione dell’economia, ma di fatto corrompono il mercato perché comprano condizioni di privilegio, pagano tangenti, corrodono per primi le regole del libero mercato: essi sono sempre «più uguali degli altri». Se sono speculatori sono protetti dai politici, se sono banche ricattano i politici, se sono politici si vendono per mantenere il potere, se sono parlamentari si vendono come prostituti senza dignità. Solo i poveri devono rispettare le regole del mercato, perché essi sono indispensabili al mantenimento del «bene comune». Infatti, Monti non ha messo alcuna tassa ai ricchi, ma ha picchiato duro sul reddito fisso, sul lavoro e sulle pensioni. E’ l’equità del cattolico Monti! Chissà chi lo confessa! La sora Fornero, alla quale non si sa chi ha dato la patente di docente, dice con finta ingenuità che «il lavoro non è un diritto, ma bisogna meritarselo»: alla malora l’art. 1 della Costituzione che dichiara «il lavoro, fondamento della Repubblica». Fondamento, sora ministra, non merito per bontà sua! Codesta figura degradante è il punto più basso in cui è caduta la nazione. Monti l’ha scelta consapevolmente e quindi è colpevole di lesa Costituzione.

Ora c’è la novità «vecchia»: dopo le elezioni, Monti succede a Monti. L’interessato nega, e mi pare logico che neghi, perché se anche lui fosse del coro, s’impiccherebbe da sé. Se tutto è già deciso, qualcuno mi spiega perché si deve andare a votare, con una spesa di circa un miliardo e un altro per finanziare i partiti, colpevoli di questo degrado? In quale società decente, gli autori del fallimento societario sono ricompensati con un premio? Lo vediamo: solo nello Stato Italiano. C’è qualcuno che si dimette? Mai, per l’amor di Dio: il parlamento rende, specialmente in tempi di crisi!

Inoltre, se non disturbo, vorrei sapere con quale legge si va a votare, perché mi pare che i partiti stanno facendo i furbetti: la stanno portando alle lunghe per arrivare all’ultimo giorno utile e fare una legge elettorale non per gli interessi della nazione, ma per la loro utilità «immediata», escluso il Movimento 5 Stelle, che è il nemico giurato di tutti. Una legge elettorale deve essere formulata da una commissione costituente, eletta direttamente e indipendente dai partiti perché essa è il fondamento della governabilità e la traduzione in atto del potere popolare. E’ la legge della democrazia (illusione!).

Prendo nota che il berlusconismo, come ormai predico da un decennio, ha corrotto tutti e tutti vanno dietro a colui che non ha interesse alcuno alla modifica che non sia funzionale al suo interesse. Oggi Casini che, fino a ieri gli fu complice, è il paladino del nuovo e l’ago della bilancia di ogni alleanza presente e futura. Dalle parti del Pd, ormai hanno perso la «sindèresi», cioè la capacità di giudizio: governano con Berlusconi, facendo finta di essere diversi e fornicano con Alfano. Inseguono Casini e abbandonano Di Pietro che è contro Berlusconi. Ora c’è Renzi che pare faccia impazzire mezzo Pd e le donne del Pdl, segno che Renzi è il cavallo di Troia della indecenza berlusconiana per scompisciare Bersani. La prova? L’estensore del programma di Renzi è Giorgio Gori, nato, cresciuto e vissuto a tutto campo in Mediaset e nel giornalismo sotto il patrocinio di Vittorio Feltri. Una garanzia!

Dopo le primarie il Pd si spezzerà in due tronconi certi, forse in tre: Letta, Fioroni & C. andranno con Pisanu, Casini e Fini; Renzi farà il suo partito forse alleato con Montezemolo e quello che resterà del Pdl; Bersani con i rimasugli si consolerà chiedendo l’elemosina alle porte delle chiese.

Non credevo di dovere morire fascista (Fini) e mafioso (Casini); non credevo di dovere vedere un rigurgito della natura come Renzi applaudito dalla base operaia (?) del Pd, non credevo di dovere assistere, dopo una vita di lotta intemerata in sua difesa, all’abrogazione materiale e formale della Costituzione Italiana; non credevo di potere vedere il presidente della Repubblica difendere i «trattativisti» con la mafia, schierandosi contro la magistratura, esattamente come Berlusconi. Non credevo, eppure devo credere. Credo, ma non mi avranno e non avranno nemmeno il mio cadavere perché non sarò complice di questo macello istituzionale e morale. Don Paolo Farinella (13 settembre 2012)

 NOSTRO COMMENTO: Questo è  Don Paolo Farinella:  un grande prete che non ha peli sulla lingua.

 



Categorie:Mario Monti, Paolo Farinella, Politica

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