DON PAOLO FARINELLA – Gay, papa e farabutti

DON PAOLO FARINELLA – Gay, papa e farabutti

Fonte e Link: http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/12/19/don-paolo-farinella-gay-papa-e-farabutti/

Il papa ha detto che i Gay sono una minaccia per la pace e la giustizia. Egli ha diritto di dire quello che vuole e ciò che ritiene giusto, alla luce della sua religione, del suo pensiero o all’ombra del campanile. Nessuna limitazione di alcun genere. Ci mancherebbe altro: la libertà non è divisibile. Allo stesso modo possiamo commentare le parole del papa, che riflettono la sua opinione, con altrettanta libertà e franchezza, senza complessi. La mia ipotesi è che il papa abbia voluto fare una irruzione nella situazione politica italiana, servendosi di temi apparentemente non politici. Con la sua uscita sui Gay ha lanciato un’opa su metà del Pd che è tentennante in attesa che Monti sciolga la riserva sulla sua candidatura, che non ci sarà prima del 21 dicembre 2012, giorno probabile dell’approvazione della legge finanziaria. Qualcuno domanderà cosa c’entra tutto questo miscuglio tra papa e Pd. La logica non sempre è evidente, ma spesso è stringente. Vediamo.

1.      Il Pd ha offerto al Paese l’unico spettacolo democratico nel caravanserraglio della non-politica, movimentando quasi 4 milioni di cittadini. Bersani ha vinto senza discussione, ma Renzi ha messo le mani su quasi la metà del partito. In ogni modo l’elettorato ha premiato il Pd che si è esposto e ha accettato il giudizio degli elettori. Onore al merito!

2.      Il Pd cresce nei sondaggi e oscilla tra il 30% e il 37% se si alleasse con qualcuno del centro potrebbe arrivare al 40% e avere il premio di maggioranza, forse anche al Senato. In una eventuale «duello» tra Bersani e Monti, il primo ha la meglio, anche se il secondo segue a ruota.

3.      A questo punto il Pd è l’unico titolato a governare. Napolitano, obtorto collo, deve dare a Bersani l’incarico di formare il governo: l’ha detto il 17 dicembre per gli auguri di Natale. Egli darà l’incarico a chi vince, cioè a Bersani, facendo intendere a Monti che sarebbe meglio che non si presentasse alle elezioni, ma stesse a disposizione, fuori della mischia. Monti invece, da cattolico usuale, è sensibile alle tentazioni.

4.      C’è un però. Bersani però è «un comunista» vecchio stampo e ha l’abitudine di sgranocchiare bambini e chierichetti 5 volte al giorno, prima dei pasti principali e secondari e poi forse farebbe alleanza con quel che resterebbe di Vendola, che notoriamente è inaffidabile perché non sposato, non è sposato con una donna, è gay dichiarato e questo fa la differenza. Vendola è il diavolo: Vade retro, Nichi! Noli me tangere! Il papa piangerebbe di dispiacere. Basta il pianto di sora Fornero.

5.      Di fronte a questa prospettiva il papa trema di paura, ma non può dire che Bersani e Vendola non gli piacciono perché «brutti e cattivi e neri», deve parlare a suocera perché nuora intenda. Infatti il papa dice che i Gay sono un attentato alla pace e alla giustizia. I sedicenti cattolichicchi del Pd (la maggior parte da Fioroni a Letta junior) non possono non tenerne conto e avranno la scusa pronta per passare dall’altra parte. Non sarà un ribaltone, ma una «coerenza di principi», a meno che…

6.      Il segretario non gli garantisca posti sicuri, anche in deroga, alle prossime elezioni, nel qual caso, resteranno nel Pd, ma imporranno limitazioni «etiche». Senti chi parla! Tutto, è logico, disinteressatamente!

7.      Come volevasi dimostrare, alla salute di Cavour: Libera Chiesa in libero Stato. Amen e Requiem!

8.      Il papa però non dice una parola che sia una contro i Ciellini e cattolichicchi di destra, impegnati nella ruberia di Stato o nel sostegno a Berlusconi che rientra per salvarsi dalla disperazione. La maggior parte dei cattolici, con qualche lodevole eccezione, di destra sono tutti corrotti, ma tutti pronti a sponsorizzare l’etica di Stato, voluta dal Vaticano: niente coppie di fatto, niente testamento biologico, forza sanità privata, forza scuola privata, avanti privilegi. Su costoro nessuna parola, nemmeno un sospiro, manco un buffetto, neanche un rimbrottino! Non importa che siano delinquenti o farabutti, l’importante è che non siano gay pubblicamente (se lo sono privatamente o fanno le ammucchiate, basta che vadano a confessarsi… Tre Pater, Ave, senza Gloria e via!). I pedofili però, specialmente se preti e religiosi, non fanno testo: basta nasconderli nell’armadio e tutto finisce lì, magari pagando risarcimenti. Tutto si tollera, si sopporta, si supporta, si sostiene, si suffraga, si confessa, si purifica, si maneggia, si corrompe… Tutto si aggiusta, tranne il gay. Il papa, diranno, ha parlato da pastore universale senza nemmeno nominare l’Italia. Potenza dell’immaginazione.

Don Paolo Farinella

Genova 19 dicembre 2012

 



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