Gioacchino Basile su mafia….

Pubblico l’email inviatami da Gioacchino Basile

“Caro Salvatore, ti ringrazio per la domanda che hai rivolto a Carlo Vizzini, che spero abbia il coraggio di rispondetrti pubblicamente. (sic.)
Siamo sulla strada giusta anche se resta sbagliato il tuo convincimento sul movente, che assegna la maledetta del strage del 19 luglio 1992 alla trattativa fra lo Stato e la feccia criminale associata in “cosa nostra”; renditi conto che questa ipotesi non ha dignità a fronte della minima intelligenza umana.
Lo Stato, anche il più indegno e lacerato Stato non può essere ostaggio dell’accozzaglia criminale o dei Ciancimino dell’ultima ora, che dopo la morte di Salvo Lima contavano meno del due di coppe, quando la briscola è a denari !!! Questa è solo mùnnezzà che serve a depistare la vergognosa verità che volle i nostri Eroi morti per salvare gl’infami che dentro la Magistratura è le Istituzioni più in generale tradivano la nostra Costituzione per salvare i loro infami padroni politici che ancora oggi nascondono le loro infamie dietro i vessilli insanguinati dei nostri Eroi.
“La nuova” sortita “dell’antimafioso” Carlo Vizzini indica finalmente chi erano i due Magistrati che cenarono con tuo fratello Paolo a Roma, la sera del 16 luglio 1992:
<< Era iperattivo, lucido, molto tosto e interessato alle nostre proposte e mi colpì per il fatto che chiese l’intera documentazione e se la fotocopiò. Fu un colloquio franco e leale». Fu quello il primo incontro con il magistrato che sarebbe stato ucciso di lì a poco. Il secondo e ultimo avvenne il 16 luglio, tre giorni prima dell’eccidio di via D’Amelio. «Andò così – ricorda Vizzini -. Mi chiamarono lui, Lo Forte e Natoli. Erano a Roma e nel tardo pomeriggio avevano finito di lavorare, perché quel giorno avevano sentito il pentito Mutolo. Volevano vedermi, diedi loro appuntamento a un ristorante di piazza di Spagna. Il Moccoletto, si chiamava. Al tavolo eravamo solo noi quattro».
A priscindere dal fatto che in una trasmissione televisiva della tarda primavera del 2007, Carlo Vizzini rivolgendosi a tua sorella, si onorava d’aver cenato insieme a tuo fratello ed un’altro Magistrato la sera del 16 luglio a Roma è quindi uno è non due, come afferma adesso; di Lo Forte non necessitano commenti.
Ora c’è anche il nome di Natoli di cui avevo fondati dubbi che lo rappresentavano nello scenario del mio movente.
Salvatore, i Magistrati siciliani ci daranno veramente un inequivocabile segnale di onestà nei confronti della nostra Costituzione, solo quando inizieranno quelle cristalline indagini che debbono portare necessariamente; o Gioacchino Basile in galera per le eventuali ed indegne calunnie consumate contro quei Magistrati che si dicono amici di tuo fratello, oppure la distruzione di quell’infame siparietto di carta che nasconde il volto malvagio ed infernale di quei servi del potere ad ogni costo che con le loro infami e calunniose omissioni, hanno negato l’accesso alla dignità ed alla democrazia del popolo siciliano.
Che Dell’Utri sia stato amico dei mafiosi è fatto inconfutabile che sò da sempre. Che il buttaniere è quant’altro gli si vuole attribuire, abbia usato i criminali per difendere i suoi interessi è altrettanto inconfutabile: <>
Ma in ordine alle infami stragi del 1992 bisogna guardare dentro le indegne e infami compromissioni di Fincantieri le partecipazioni Statali e dei loro servi.
Gioacchino Basile
PS. Salvatore, t’informo che invierò questa e-mail a tutti gl’indirizzi in mio possesso è ti chiedo gentilmente di pubblicarla nel tuo sito.”



Categorie:Giustizia, mafia

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