L’auto solare e la fusione fredda

Fiat, ecco Phylla la city car pulita fotovoltaica

di Marco Ferrando 23 maggio 2008-05-23

FONTE: DAL SOLE 24 ORE, SI RIPORTA

Con le sue sole energie, grazie ai pannelli solari di cui è tappezzata, potrà percorrere fino a 18 kilometri al giorno. Se poi, prima di partire o giunti a destinazione, si infilerà la sua spina in una presa per la corrente, ecco che la sua autonomia potrà salire fino a oltre 200 kilometri. Con un costo di un euro ogni cento kilometri, pari a un decimo di quanto si spende oggi, in media, per un’utilitaria. Promette grandi cose Phylla, la city car messa a punto dal Centro ricerche Fiat, dal Politecnico di Torino e da un team di imprese piemontesi. Anche perchè la vettura non ha la tipica carrozzeria da vettura fotovoltaica, cioè bassa e schiacciata, quasi un osso di seppia. La Phylla, invece, appare come una normale vettura segmento A. Nel corso degli stati generali dell’energia del Piemonte è stato presentato il primo prototipo: per vederlo marciare si dovrà attendere l’estate, quindi entro il 2010 verrà consegnata la prima flotta, di alcune decine di esemplari. Dietro al progetto c’è la Regione Piemonte, che – con un investimento di poco superiore al milione di euro – ha fatto sedere attorno allo stesso tavolo il meglio della ricerca, del design e dell’industria automotive piemontese. «Un anno fa ho chiesto un’auto solare – spiega Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte -, adesso mi ritrovo con molto di più: abbiamo costituito una squadra che in futuro potrà regalarci grandi soddisfazioni».
La novità di Phylla, dal greco «foglia», è tutta contenuta nel telaio: è qui che c’è il motore e anche le batterie, di ultima generazione. «Per quanto riguarda gli allestimenti, saremo completamente flessibili», assicura l’ad del Centro ricerche Fiat Nevio Di Giusto: dal prototipo di Phylla potranno nascere city car urbane (capaci di portare fino a quattro persone), ma anche van per il trasporto, mezzi speciali. Non a caso, i primi esemplari verranno utilizzati nell’aeroporto di Torino-Caselle come auto «follow me».
Le caratteristiche
Lunga poco meno di tre metri e larga 1,6, Phylla pesa 750 kilogrammi. Capace di passare da zero a cinquanta kilometri in sei secondi, avrà una velocità massima di 130 chilometri all’ora. Per ricaricarla completamente basteranno tra le quattro e le cinque ore, a seconda della portata delle rete.

Nucleare, la fusione fredda funziona

di Ludovica Manusardi Carlesi 22 maggio 2008

FONTE: DAL SOLE 24 ORE, SI RIPORTA

Ce l’hanno fatta: il primo esperimento pubblico di Yoshiaki Arata di Condensed Matter Nuclear Science, meglio nota come fusione fredda è stato un successo. Poche ore fa all’Università di Osaka è stata dimostrata, di fronte a un pubblico qualificato, la realizzazione di quello che viene definito ormai “Arata Phenomena”. La prova è stata compiuta facendo diffondere Deuterio gassoso su una matrice a struttura nanometrica di 7 grammi composta per 35% di palladio e per il 65% di ossido di zirconio alla pressione di 50 atmosfere, la metà della pressione di una idropulitrice per autolavaggio. Il calore, prodotto fin dall’inizio, e cioè in concomitanza dell’immissione del Deuterio, ha azionato un motore termico che si è messo in moto cominciando a girare. Dopo circa un’ora e mezzo l’esperimento è stato volutamente fermato per effettuare le misure della presenza di Elio-4 a testimonianza dell’avvenuta fusione. Non sono state evidenziate emissioni di origine nucleare pericolose ( l’elio-4 è inerte). L’energia riscontrata è stata circa di 100.000 Joule, equivalente grosso modo a quella necessaria per riscaldare di 25 gradi un litro di acqua ( si tenga presente la modesta quantità della matrice nanometrica, 7 grammi). Quanto all’Elio, la quantità è assolutamente confrontabile e compatibile con l’energia prodotta, ed è la firma inequivocabile dell’avvenuta fusione nucleare. Al di là delle quantità misurate, si apre ora un capitolo nuovo nella comprensione dei comportamenti e delle reazioni che hanno luogo nella materia condensata, comportamenti che sembrano differire dai modelli fin qui seguiti dalla fisica nucleare classica. A partire da oggi inizia un’altra fase, altrettanto delicata, legata principalmente a due fatti: la ripetizione dell’esperimento con una quantità maggiore di Palladio-Zirconio per ottenere quantitativi maggiori di energia; l’estrazione dalla matrice dell’elio senza danneggiarla e poterla così riutilizzare.

COMMENTO DI FERNANDO: Due sensazionali notizie: la macchina solare e la fusione fredda. Speriamo con la riuscita di questi esperimenti di poterci, finalmente, liberare dalla schiavitù dei PETROLIERI che diventano sempre più esosi!



Categorie:Tecnologia

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