Uovo di Pasqua con sorpresa

 Uovo di Pasqua con sorpresa

Di seguito l’editoriale di Marco Travaglio pubblicato su Il Fatto Qotidiano di oggi

Fonte e Link: http://www.italiadeivalori.it/liberta-di-espressione/18626-uovo-di-pasqua-con-sorpresa?mllt

  Allarme rosso. Sos. Si salvi chi può. Aita aita. Annibale è alle porte. Attila marcia su Roma. Sagunto sta per essere espugnata.
Mamma li turchi! Al lupo al lupo. Vade retro Satana.

È bastato che Grillo lanciasse il ballon d’essai di Di Pietro al Quirinale per seminare il terrore nei palazzi e nei giornali al seguito.
L’alleanza 5Stelle-Idv non si farà mai, perché Grillo e i suoi vogliono correre da soli. Ma la realtà non conta: basta la minaccia ed è subito panico. I poteri morti tremano a ogni stormir di fronda. Vedono nemici dappertutto, hanno le visioni, sentono le voci, sognano gli spettri. E c’è da capirli. Se, per assurdo, all’uovo di Pasqua del 7 aprile uscisse la sorpresa di 5Stelle primo partito, questo avrebbe il 55% di seggi alla Camera grazie al Porcellum e potrebbe eleggere il nuovo capo dello Stato. Poi Di Pietro potrebbe convocare Grillo al Quirinale per l’incarico di formare il nuovo governo monocolore.
Lo ripetiamo, per rassicurare chi comanda: è solo uno scherzo. Ma la scena merita di essere evocata solo per il gusto di immaginarne le conseguenze. Del resto è per questo che la stampa di palazzo dà tanto spazio alla bufala delle 56 case della famiglia Di Pietro. Il Corriere parla di “56 proprietà” (accostate maliziosamente ai “rimborsi all’Idv”). Il Giornale si accontenta di “36 proprietà in 7 anni” e aggiunge che “Grillo sta con i comunisti”, senza contare che un suo consigliere regionale guadagna addirittura “3.500 euro al mese”. Un nababbo.
Come oggi dimostra Marco Lillo, visure catastali alla mano, le “case” di Di Pietro sono 3 (più 7 di moglie, tre dei figli e una della società di famiglia). Ma a chi interessa la verità? La Stampa, giornale della Fiat che nasconde le rappresaglie di Marchionne chiamandole “mobilità”, è stupita dalla “reazione ‘garantista’ dell’intero fronte ‘giustizialista’.
Di Pietro è difeso a sciabola sfoderata sia dal Fatto sia da Grillo”. Non è chiaro che c’entrino garantismo e giustizialismo con la matematica (11, non 56), ma pure quella diventa un’opinione.
Il Corriere, altro giornale che scambia per “mobilità” le rappresaglie della Fiat padrona, si affida a Pigi Battista, già vice di Ferrara alla direzione di Panorama: il noto maestro di giornalismo investigativo prende per buona la bufala delle 56 case e paragona Idv a un’“agenzia immobiliare”; irride alla base che “credeva alla parola del Capo, suffragata anche da sentenze favorevoli” (e quell’“anche” ne presuppone di contrarie, che però non esistono); infine esalta “le campagne del Foglio o di Facci, isolatissime nel mondo dei media” (infatti erano patacche, in parte sanzionate come diffamatorie). Ma il meglio lo dà Repubblica: la legittima aspirazione di Grillo a vedere Di Pietro sul Colle sarebbe “il primo passo di un preoccupante percorso politico” di “un Movimento che già pensa a come prendere il potere e a come occuparlo”: pare addirittura che 5Stelle partecipi alle elezioni per vincerle, praticamente un golpe. Per giunta perpetrato “aizzando i più biechi istinti giacobinisti” (non giacobini: giacobinisti) con una “somma di sfascio e di antipolitica” che
mira a “ingannare i cittadini o architettare la distruzione del Paese”: Grillo, nientemeno, “può contare su una decina di influencer con l’indice Klout superiore a 75 capaci di influenzare oltre 100 mila utenti internet” e “pilotare un milione di persone”. La Spektre, col suo indice Klout (per non parlare del pollice verso e del medio alzato), marcia su Roma e nessuno fa niente: mala tempora currunt. Ecco: se evocare la scena di fantapolitica con Di Pietro al Quirinale e Grillo a Palazzo Chigi ci piace tanto, è proprio per indovinare l’effetto che farebbe. Noi, come sempre, staremmo all’opposizione. E i giornali che oggi fucilano i due nemici del popolo, si affretterebbero trafelati a titolare: “Noi, dipietristi da sempre”, “Però, mica male questo Grillo”.

NOSTRO COMMENTO: La paura che gli venga tolta la sedia da sotto il culo fa perdere, ai Ns politici,  il ben dell’intelletto. I giornali filo governativi danno numeri a casaccio, chi 55, chi 36 case: numeri, insomma! Del resto fanno bene ad avere paura perché il Popolo Italiano farà giustizia di questi politici. Questo è poco ma sicuro. Il 2013 è vicinissimo. Non restano che pochi mesi. Grillo stravincerà le elezioni. La Sicilia docet. Dei Partiti e dei loro sodali non rimarrà che un lontano ricordo. Ha ragione Travaglio, i soliti lecchini che oggi sono indaffarati a fucilare Grillo e Di Pietro domani diranno a gran voce quello che suppone Travaglio e, cioè: “Noi, dipietristi da sempre”, “Però, mica male questo Grillo”.



Categorie:Politica, Travaglio

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